Chiunque desideri gestire un sistema di distribuzione chiuso deve essere consapevole che, ai sensi della legge Energiewet, una mera qualificazione fattuale non è più sufficiente: è necessario il riconoscimento formale da parte dell'ACM (Autorità per la Gestione delle Emissioni e delle Comunicazioni). Senza tale riconoscimento, il sistema non rientra nel regime speciale per i sistemi di distribuzione chiusi e il proprietario corre il rischio di sanzioni. Il quadro normativo è a due livelli: l'ACM riconosce innanzitutto il sistema come sistema di distribuzione chiuso e solo successivamente, su richiesta, nomina un gestore designato dal proprietario. Questa interazione tra riconoscimento e nomina è la chiave giuridica del regime dei sistemi di distribuzione chiusi. Abbiamo già illustrato il quadro generale nel nostro articolo di sintesi sulle reti private e sui sistemi di distribuzione chiusi.
I criteri di riconoscimento
L'ACM riconosce un sistema solo se soddisfa una serie di condizioni restrittive. Il sistema deve essere situato all'interno di un sito industriale o commerciale geograficamente delimitato, oppure in un sito con servizi condivisi. Il processo aziendale o produttivo deve essere integrato tecnicamente, organizzativamente o funzionalmente con il sistema, oppure il sistema deve distribuire principalmente al proprietario e alle imprese collegate. Il sistema può avere meno di 1,000 utenti connessi e non può fornire energia agli utenti finali domestici, salvo per un utilizzo occasionale da parte di un piccolo numero di utenti finali domestici con una connessione al proprietario. Inoltre, l'ACM deve accertarsi che la sicurezza e l'affidabilità del sistema siano adeguatamente garantite e, per l'elettricità, si applica un livello di tensione massimo di 220 kV. Il richiedente deve inoltre essere proprietario della rete o avere un potere di disposizione duraturo su di essa.
Questi criteri richiedono una documentazione ineccepibile: una delimitazione precisa del sistema con una mappa dei confini del sistema e del punto di connessione alla rete pubblica, una panoramica di tutte le parti coinvolte e del loro ruolo in loco, la dimostrazione dell'integrazione tecnica o funzionale e i documenti che attestino la proprietà o il potere di disposizione dell'infrastruttura. In pratica, quest'ultimo punto merita particolare attenzione: la proprietà, la registrazione e l'effettiva delimitazione di una rete non coincidono automaticamente con il suo funzionamento, e le discrepanze tra i confini tracciati e la situazione reale in loco sono una fonte ricorrente di ritardi.
Procedura e tempistiche
L'Autorità garante della concorrenza (ACM) gestisce la domanda ai sensi della Legge generale sul diritto amministrativo (Algemene wet bestuursrecht) e, in linea di principio, deve pronunciarsi entro sei mesi dal ricevimento; tale termine può essere prorogato una sola volta per un massimo di sei mesi. Alla presentazione della domanda segue solitamente una fase di chiarimenti e integrazioni, durante la quale l'ACM può sospendere il termine per la decisione finché il fascicolo non è completo. La decisione viene pubblicata e le parti interessate, comprese le parti collegate e il gestore della rete regionale, possono presentare opposizione e successivamente ricorrere al Tribunale d'appello per il commercio e l'industria (College van Beroep voor het bedrijfsleven). L'intero processo di riconoscimento, compresa la fase preparatoria, può richiedere da diversi mesi a oltre un anno. Chiunque sviluppi un sito o acquisisca una rete farebbe quindi bene a includere il processo di riconoscimento nella propria pianificazione con largo anticipo. Per ulteriori informazioni su come l'ACM gestisce e applica i processi di licenza e riconoscimento, si veda il nostro articolo sulle licenze e l'applicazione delle norme ACM per le società energetiche.
La posizione delle parti collegate dopo il riconoscimento
Dopo il riconoscimento, il gestore non è libero di gestire la rete a sua esclusiva discrezione contrattuale. Su richiesta, deve formulare un'offerta di connessione e di trasporto, e può rifiutarsi di farlo solo in presenza di una capacità di trasporto ragionevolmente insufficiente, con una giustificazione adeguata. Inoltre, sussistono obblighi in materia di tenuta dei registri e di fornitura dei dati, e deve essere prevista una procedura di reclamo trasparente, semplice ed economica per gli utenti con una connessione di piccola entità.
È importante considerare le sfumature quando si tratta della posizione giuridica delle parti connesse. Le parti connesse a un sistema di distribuzione chiuso non sono automaticamente equiparate ai clienti della rete pubblica e il Codice di Rete non le vincola direttamente nel loro rapporto con il gestore della rete pubblica. Ciò non significa, tuttavia, che siano prive di diritti: gli obblighi che il gestore del CDS ha nei confronti delle sue parti connesse rimangono pienamente in vigore e le parti connesse possono presentare reclami e adire l'Autorità garante della concorrenza (ACM). Questa distinzione è importante per la redazione dei contratti: proprio perché il diritto pubblico non disciplina direttamente ogni aspetto del rapporto tra il gestore della rete pubblica e la parte connessa, le condizioni di connessione, trasporto e utilizzo all'interno del CDS devono essere definite con precisione a livello contrattuale. È inoltre necessaria cautela in materia di tariffe: l'ACM non stabilisce le tariffe per i gestori di CDS, pertanto non tutte le norme tariffarie applicabili ai gestori di reti pubbliche si applicano automaticamente ai CDS.
Modifica e ritiro
Il riconoscimento non è un punto di arrivo definitivo. Modifiche della situazione di fatto possono avere conseguenze: ampliamento del sito, aumento del numero di utenti connessi, arrivo di utenti finali domestici o cessione della rete a terzi. In questi casi, il riconoscimento deve essere modificato o richiesto nuovamente; in caso di cessione della rete, il riconoscimento non viene trasferito automaticamente. L'Autorità garante della concorrenza può inoltre revocare il riconoscimento qualora non sussistano più i criteri di riconoscimento, qualora il sistema non sia gestito dal gestore designato, qualora il gestore agisca in violazione dei propri obblighi di legge o qualora siano state fornite informazioni errate o incomplete nella domanda, che avrebbero portato a una decisione diversa. Le modifiche di proprietà, dei confini del sistema, del numero di utenti connessi o dell'utilizzo non sono quindi meramente questioni operative, ma possono incidere sulla base stessa del riconoscimento.
Insidie derivanti dalla pratica
Una serie di insidie si ripresentano di continuo. La prima è operare senza riconoscimento, nella convinzione che si tratti di un impianto o di una linea diretta; una qualificazione errata può portare a sanzioni e controversie con le parti collegate anche anni dopo. La seconda è definire i confini del sistema in modo troppo ristretto o troppo ampio, cosicché le espansioni successive non rientrano nell'ambito del riconoscimento, oppure la rete include parti sulle quali il richiedente non ha alcun controllo. La terza è essere troppo superficiali riguardo alla proprietà e al potere di disposizione di parti della rete. La quarta è sottovalutare la posizione delle parti collegate: queste sono parti interessate alla decisione di riconoscimento e possono, anche dopo che il riconoscimento è stato concesso, presentare reclami o avviare controversie dinanzi all'ACM. La quinta è un quadro contrattuale insufficientemente sviluppato per quanto riguarda la connessione, il trasporto, le tariffe, le limitazioni di capacità e la gestione dei reclami. Per informazioni su come l'ACM opera in tali controversie, si veda il nostro articolo sul ruolo dell'ACM nelle controversie in materia di diritto energetico.
Conclusione
Il riconoscimento CDS non è una semplice esenzione per le reti private, ma un'eccezione rigorosamente regolamentata con propri criteri di ammissione e obblighi di manutenzione continua. Una documentazione accurata, una chiara definizione dei confini del sistema e della posizione di proprietà, nonché un rapporto legale ben organizzato con le parti connesse, riducono non solo il rischio di ritardi presso l'ACM, ma anche di successive controversie, procedimenti esecutivi e revoca del riconoscimento. State preparando una domanda di riconoscimento, state cambiando sito o rischiate la revoca del riconoscimento o procedimenti esecutivi? I nostri avvocati specializzati in diritto energetico vi assistono nei processi di riconoscimento, dalla presentazione della domanda fino a eventuali procedimenti dinanzi al CBb.


