Un sistema di distribuzione chiuso deve necessariamente partecipare alla gestione della congestione? La CBb fa chiarezza.

Sistema di distribuzione chiuso con sottostazione di trasformazione e tralicci ad alta tensione in una zona industriale al tramonto

La rete elettrica olandese è satura. In un numero sempre maggiore di località, le aziende non possono più semplicemente ottenere un allacciamento più potente e i gestori di rete stanno cercando modi per utilizzare la capacità esistente nel modo più efficiente possibile. Uno di questi metodi è la gestione della congestione: il gestore di rete paga ai consumatori e ai produttori una tariffa quando, nelle ore di punta, prelevano o producono temporaneamente meno elettricità di quanto previsto dal contratto. Questo crea un margine di manovra sulla rete.

La questione al centro di una recente sentenza del Tribunale d'appello per il commercio e l'industria (College van Beroep voor het bedrijfslevenLa questione al centro del dibattito (2 giugno 2026) è se tale obbligo possa essere imposto anche ai proprietari di un sistema di distribuzione chiuso. Per molti grandi parchi commerciali, complessi industriali e siti portuali e chimici si tratta di una questione rilevante, poiché spesso gestiscono autonomamente la propria rete elettrica interna.

Che cos'è un sistema di distribuzione chiuso?

Un sistema di distribuzione chiuso, o CDS in breve, è una rete elettrica privata situata all'interno, ad esempio, di una zona industriale o di un parco commerciale. Le aziende presenti in tale area non sono collegate direttamente alla rete pubblica, bensì alla rete interna del gestore del sistema di distribuzione chiuso. Quest'ultimo non è un gestore di rete ordinario: un sistema di distribuzione chiuso beneficia di un'esenzione ai sensi della legge sull'energia (Elektriciteitswet 1998) e le norme del Codice di rete (Netcode) si applicano ad esso solo in misura limitata. Il CDS, nel suo complesso, preleva l'energia elettrica dalla rete pubblica e la distribuisce internamente.

Di cosa trattava il caso?

I gestori congiunti della rete hanno proposto di estendere l'obbligo di gestione della congestione anche ai gestori dei sistemi di distribuzione chiusi (CDS). L'ACM (l'Autorità olandese per i consumatori e i mercati) ha accolto la proposta e modificato il Codice di rete con due decisioni. Il punto critico è che un gestore di un sistema di distribuzione chiuso non ha praticamente nulla da offrire: la sua rete è costituita da cavi e trasformatori, non da impianti in grado di fornire in modo flessibile più o meno energia elettrica. Tale flessibilità spetta alle società collegate al sistema di distribuzione chiuso. Le nuove norme impongono quindi al gestore del sistema di distribuzione chiuso di stipulare accordi con le parti collegate in modo da poter comunque adempiere al proprio obbligo. Il mancato rispetto di tali norme comporta inoltre sanzioni pecuniarie: un importo per megawatt di capacità di trasporto contrattualizzata per ogni periodo in cui l'obbligo non viene rispettato.

L'associazione di categoria VEMW ha portato la questione dinanzi al Tribunale sollevando tre obiezioni: le norme sarebbero in conflitto con il sistema normativo vigente, sarebbero inapplicabili e metterebbero a repentaglio la sicurezza della rete.

Qual è stata la decisione del Tribunale?

Su tutti e tre i punti, il Tribunale si è schierato dalla parte dell'ACM.

In merito al sistema normativo, il Tribunale ha stabilito che gli obblighi sono diretti esclusivamente al gestore del sistema di distribuzione chiuso, in quanto consumatore della rete pubblica. Tali obblighi non si estendono alle società collegate al sistema di distribuzione chiuso e, pertanto, non impongono alcun onere nemmeno a queste ultime. L'ACM non incide quindi sulla posizione privilegiata e protetta del sistema di distribuzione chiuso. Il fatto che un sistema di distribuzione chiuso dipenda dalle società collegate non modifica tale principio.

In merito alla fattibilità, il Tribunale ha stabilito che l'obbligo non è assoluto. Il Codice di Rete prevede un'eccezione: se un gestore di un sistema di distribuzione chiuso è effettivamente impossibilitato a fornire un contributo, deve comunicarlo per iscritto al gestore della rete, motivando la propria decisione. Se la fornitura è realmente impossibile, non è dovuta alcuna sanzione pecuniaria. Il Tribunale ritiene ragionevole e logico che un gestore di un sistema di distribuzione chiuso debba essere in grado di spiegare perché non può fornire energia, altrimenti il ​​gestore della rete non può verificare la veridicità della motivazione addotta.

In merito alla sicurezza e all'affidabilità della rete, il Tribunale ha sottolineato che il compito principale di ogni gestore di rete è quello di gestire la propria rete in modo sicuro e affidabile. Tale compito rimane di primaria importanza. Un gestore di sistemi di distribuzione dell'energia elettrica non è tenuto a collaborare con la gestione della congestione se ciò mettesse a repentaglio la sicurezza della propria rete, a condizione che lo giustifichi per iscritto.

In conclusione: il ricorso è infondato e il Codice di Griglia modificato rimane valido.

Cosa significa in pratica?

Per le aziende con un sistema di distribuzione chiuso, il messaggio è che non possono sottrarsi alla gestione della congestione, ma che l'obbligo è circondato da garanzie. È opportuno mappare fin da ora la flessibilità disponibile all'interno del sito e gli accordi necessari con le parti connesse. Altrettanto importante è documentare adeguatamente le situazioni in cui la partecipazione è di fatto impossibile o comprometterebbe la sicurezza della rete: è proprio questa documentazione scritta che è fondamentale per evitare sanzioni pecuniarie.

La sentenza si inserisce in una tendenza più ampia che vede l'autorità di regolamentazione coinvolgere sempre più soggetti nella risoluzione dei problemi di congestione della rete. Chiunque gestisca la propria rete farebbe bene a valutare tempestivamente le implicazioni concrete di tale decisione per la propria organizzazione.

Avete domande sulle conseguenze di questa sentenza per la vostra situazione o sugli accordi che dovreste prendere con le parti a voi collegate? Il nostro avvocati specializzati in diritto energetico sono felice di pensare insieme a te.

Domande frequenti

Che cos'è un sistema di distribuzione chiuso (CDS)?

Una CDS è una rete elettrica privata situata all'interno, ad esempio, di una zona industriale, un porto, un sito chimico o un parco commerciale. Le aziende presenti in tale sito non sono collegate direttamente alla rete pubblica, ma alla rete interna del gestore del sistema di distribuzione chiuso. Una CDS beneficia di un'esenzione ai sensi della legge sull'energia, il che significa che le norme del Codice di rete si applicano ad essa solo in misura limitata.

Che cos'è la gestione della congestione?

La gestione della congestione è un metodo per sfruttare al meglio la limitata capacità di trasporto su una rete elettrica satura. Il gestore della rete paga ai consumatori e ai produttori una tariffa quando, nelle ore di punta, prelevano o generano temporaneamente meno elettricità di quanto previsto dal contratto. Questo permette di liberare spazio sulla rete senza doverla ampliare fisicamente.

Il mio sistema CDS è tenuto a partecipare alla gestione della congestione?

Sì. In base al Codice di Rete modificato, confermato dal Tribunale, un gestore di CDS può essere tenuto a contribuire alla risoluzione della congestione. Poiché un CDS non ha flessibilità propria, tale obbligo implica che il gestore debba stipulare accordi con le società collegate alla sua rete.

E se il mio CDS non fosse in grado di offrire alcuna flessibilità?

L'obbligo non è assoluto. Se un operatore CDS è effettivamente impossibilitato a fornire un contributo, deve comunicarlo per iscritto al gestore della rete, motivando la sua decisione. Se l'impossibilità di fornitura è effettiva, non è dovuta alcuna sanzione pecuniaria. La documentazione è fondamentale: senza una spiegazione, il gestore della rete non può valutare la legittimità della motivazione.

Quali sanzioni finanziarie si applicano in caso di inadempienza?

Il Codice di Rete prevede due importi, a seconda del tipo di obbligo: 1.25 € per MW di capacità di trasporto contrattualizzata per ogni periodo di compensazione dello squilibrio in cui l'obbligo non viene rispettato e 120 € per MW al giorno in caso di limitazione di capacità. Queste penali non sono dovute in caso di forza maggiore o quando sia dimostrato che un contributo è di fatto impossibile.

L'obbligo si applica anche alle società collegate al mio CDS?

No. Il Tribunale ha espressamente stabilito che gli obblighi sono rivolti esclusivamente al gestore del CDS nella sua veste di consumatore sulla rete pubblica. Essi non impongono nulla direttamente ai soggetti collegati al CDS. In pratica, tuttavia, il gestore del CDS dovrà accordarsi con loro per adempiere ai propri obblighi.

Posso rifiutare se la sicurezza della mia rete è a rischio?

Il compito principale di ogni gestore di rete, ovvero quello di gestire la propria rete in modo sicuro e affidabile, rimane di primaria importanza. Un gestore di sistemi di distribuzione dell'energia elettrica non è tenuto a collaborare con la gestione della congestione se ciò mettesse a repentaglio la sicurezza e l'affidabilità della propria rete, a condizione che lo giustifichi per iscritto.

Cosa dovrei fare ora come operatore CDS?

È opportuno valutare la flessibilità disponibile all'interno del sito e gli accordi necessari con le parti coinvolte. Inoltre, è fondamentale documentare per iscritto qualsiasi situazione in cui la partecipazione risulti di fatto impossibile o comprometta la sicurezza. È proprio questa documentazione che determinerà se si potrà evitare una sanzione pecuniaria.

Hai bisogno di assistenza legale?

Contatti Law & More Per una consulenza esperta sulle vostre questioni legali. Il nostro team multilingue è pronto ad aiutarvi.

Articoli correlati

Un'azienda che si insedia in un parco industriale con una propria rete energetica fa

Chiunque voglia gestire un sistema di distribuzione chiuso deve essere consapevole che, ai sensi del

La legge olandese sull'energia (Energiewet) attribuisce esplicitamente alle comunità energetiche un ruolo all'interno del sistema energetico.

Rimani aggiornato sulla legislazione olandese

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere le ultime novità in materia legale, aggiornamenti normativi e consigli pratici.